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In questa pagina ci
sono 14 delle mie belle poesie. ![]()
L'aia
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Papà, cosa stai per fare qua?, così sveglio, così attento,Papà cosa stai per fare quà? così sveglio così attento a me mi sembra il sole spento, qui nasce un mucchio di frumento se domani sarà il vento, vedi volar sull'aria polvere e paglia; figlio mio questa è l'aia, aiutami, a trasportar i covoni sopra il carro, qui il pane sa d'amaro, sotto questo sole cocente è meglio di non mangiar per niente; si diventa uno stelo secco in mezzo a tanto fuoco. Gira e rigira la cavalla dividendo il grano dalla paglia, scendo anch'io su questo inferno, invocando la grazia al Padreterno; Scendo con la pala e il forcone per poi
dopo aver ragione,
procuro il pane quotidiano |
L'altare della patria
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Il quindici diciotto, guerra fame e il dolore delle mamme dopo uno anche un'altro tra le macerie è ferito ne sul petto ne sul cappotto, il suo nome si è ritrovato la granata quasi tutto ha seppellito piange una mamma che più non attende odia il nemico, l'animo ha pien di sdegno di quel povero figliolo non è rimasto neppure il segno ho briciole di carne e ossa pur nemiche chi la verità mi dice di quel corpo straziato che ne fecero un racconto dandogli il nome d' ignoto muore il milite, muore senza nemmeno il tempo di dire mamma a mille pezzi si spezzo la sua persona in quel campo di condanna per ............................... su quest'altare per la commovente storia Italiana. |
Ama tuo fratello
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Per tutta l’ira di quei villani, per tutto il fuoco dei vulcani, sangue sul corpo, sangue fra le mani, si bagnò la Santa croce per render il mondo in pace, Oh tu uomo bianco, o tu uomo nero, ma il sangue è rosso per mistero, noi cinque razze umane, dividiamoci insieme il pane; Dio lo grida, Dio lo vuole, oh voi sorelle non siete sole, e insieme portiamo la mano al cuore, e con l'altra segniamo la croce del Signore, nulla al mondo esiste di più bello, ama tuo fratello. |
L'emigrante
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La grande personalità mangia e beve e a casa se ne sta, e si diverte a veder partire chi va all'estere a soffrire, pallido e stanco sui confini mi scappa il pianto, Italian, carta in man, qui non comandi tu! alzai le braccia, mossi le spalle ma con il pensier che si confonde sempre più; ancor più avanti, Italian siam tanti, passammo i monti poi la boscaglia che si sparpaglia, come un canaglia
qui manca l’ aria, si scende giù, in questa miniera più nera, soltanto si piange e si prega, col viso più sporco che sia, ritorno a cantar di nostalgia, che tristi ricordi Italia mia; Ma poi saluto per sempre il carbone, corro e prendo e bacio il vagone, tu presto a casa fammi tornare tutti i miei cari io voglio abbracciare. |
La formica
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Sotto terra c'è un tesoro, pieno, pieno, pieno zeppo di formiche d'oro, vi sembra strano ma pure c'è, al loro capo è un grande re, è un grande re che li guida bene per il lavoro tanto tiene, viva il lavoro, viva il lavoro, io la formica la vedo d'oro, va in fila a mille a cento è di oro e pur d'argento; Ecco come vedo io la formica, porta il simbolo della fatica, oh mio caro lettore, trova l'errore, senza il lavoro si vive o si muore? Per chi ama la fatica, vede di oro ogni cara formica. |
Il mulino
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Nei tempi più tremendi, l' acqua passava per sopra i ponti, così era stata incanalata verso la cascata, accanto sorgeva una casetta; quanto amore sotto il camino questo era il fumo del mulino; ora è rimasta senza tetto è spogliata di ogni oggetto,
rimane solo il muro dell'antichità, questo è il museo dI fuori città; strappa l'erba ragazzo mio! trovi il pane trovi il vino, troverai il vecchio fumo del mulino. |
Italia
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Torna Italia mia, torna qui da me, Io che vivo lontano, vivo pensando soltanto a te, se un giorno ritornerò lasciarti mai più dovrò. saluto i tuoi confini e tutti i tuoi giardini Roma è il paradiso da tutti i popoli ammirata e tutti resti ancor legata sul mio cuor, golfi, piani a tacchi, questa nostalgia che mi ricorda la patria mia. Oh Elba, isola d’amor, Oh Sicilia mia, sardo è anche il cuor; e tu lontana Pantelleria vivi lontana come me piena di tanta nostalgia. |
La croce
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Si esprime soltanto con due voci Croce, due pezzi di legno che formarono quelle braccia, fu messo nel patibolo, il Salvatore dell' uguaglianza e pace, di lancia fu colpito, di chiodi fu inchiodato, di spine incoronato e in mezzo ai due ladron, anch' egli chinò il capo, ma disse, amatevi fratelli! io per voi il sangue ho versato, non vi sarò ingrato, tutto già ho perdonato; due veci dicon croce ma una sarebbe la sbagliata dove l'anima vien bruciata, e due son le strade da seguire, Oh Salvator del mondo, tu che a noi conosci in fondo, qui facci penar tanto, ma poi accoglici sul tuo canto, la voglio anch' io la croce, la voglio così pesante, la croce tua Signore a me mai mi stanca, voglio esserti per sempre fedele, come un tuo schiavo, come un servo come un tuo figlio, ma fra le tue braccia, adoro il tuo regno simbolo di pace. |
La fede
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Nell’apparir all'orizzonte il sole il grande mare cambia colore, tutta la terra sorride al buon dì, non esistono miracoli al di fur di così, portando lo sguardo lassù verso il cielo sempre di più al Signore ci credo, ancor più unito, pace in me, lode al Re di tutti i re, altra speranza al mondo non c’è; Ama la luna, il sole e le stelle e tutto ciò che l’ occhio non vede; al cuor che crede, il Signore provvede, per gli ammalati l' esistenza, per i sani la resistenza, per i cattivi la sorveglianza, e per i bambini tanti e tanti doni.
Oh mio Signore, la cieca bestemmia tu la perdoni, fai che germogli in ogni cuore la pace e l'amore, udite che mi ascolti voce mia ribelle, beato chi crede, brilla la luce e viva la fede. |
Natale
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Oh dicembre, tu che chiudi l’ anno, ma apri il ricordo di un tempo lontano, Vasto fu l’ impero romano, e la gente era tanta, e l'appello era un dovere agli ordini del governatore. Sulla porta bussa l'inverno, e dall'alto ogni cosa osserva il Padreterno, e per la censura, in cammino si mette ogni povera creatura; penosa fu la via Maria, portando nel grembo il Messìa, Giuseppe passo non affretta, l'età non gliel' ha permette, e per questa gente santa l'ultimo posto non manca ; la sera era gelida e la neve tutto il suolo imbianca; Maria lo stato in cui si trova, sempre di più si sente stanca, Giuseppe piedi e schiena sente rotte, ancor più in là alla ricerca di una grotta, dice Giuseppe a Maria: ma qui c'è anche compagnia, c'è il bue, c'è l'asinello, tutto questo per noi è tanto bello; Era la notte santa, chi nell'anima si sente fratello, alla luce apparve il Re del cielo, gli angeli cantano, i pastori si affrettano a portare i loro doni, e finalmente gli uomini cattivi diventarono buoni. |
La neve
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Scende la neve candida e zitta zitta, l’ aria per i fiocchi è tutta fitta, sempre più intenso si forma il temporale, copre di bianco monti, colline e valli; oh neve .neve, neve, gioia dei piccini, che giocar vogliono con le manine, ma
toccandola, gli si gela il cuore, ma con lo sguardo in su verso il camino, che scende in tanto in tanto qualche gocciolina; La nonna qui accanto è ormai vecchia e più. non vede, poveretta la nonna dal freddo, dal freddo gela, o la testolin tua bianca il bimbo la demanda! fai parte tè del tempo? un secolo è lungo, è grande è anni cento, ne ricordi tu delle bufere ne ricordi tu di tanta e tanta neve, raccontaci come e andata la storia di ogni nevicata ; ma la nonna sconvolta e stanca veramente come la neve è bianca incomincia il suo racconto, si è sciolta e si scioglierà ancora, e corre verso il mare a voi resta la gioia e il respiro a me mi si spezza il cuore, è giunta l'ora e come un fiocco me ne salgo verso il Signore. |
La primavera
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Danza la notte del ventuno, e l'aria tutta riempie di profumo per i sentieri, lungo le strade, verdi si vedono le parate, fiori ovunque, in collina come in montagna, dolce è ogni suon di campana. Oh primavera dai tuoi colori immensi, delle altre stagioni, cosa ne dici?, cosa ne pensi?, io non so mentire, non so nascondere il seguito, questo inverno ha lasciato indietro e come farla per dispetto pioggia, gelo neve e vento, è una vera storia di tormento, ma a me nutre di qualcosa, I° Danza la notte del ventuno, e l'aria tutta riempie di profumo per i sentieri, lungo le strade, verdi si vedono le parate, fiori ovunque, in collina come in montagna, dolce è ogni suon di campana. Oh primavera dai tuoi colori immensi, delle altre stagioni, cosa ne dici?, cosa ne pensi?, io non so mentire, non so nascondere il seguito, questo inverno ha lasciato indietro e come farla per dispetto pioggia, gelo neve e vento, è una vera storia di tormento, ma a me nutre di qualcosa, per ricompensa offro una splendida rosa» II° E ora parlami dell'estate che ti rimane, e Lei si affaccia, oh la domanda non è strana, con quel sole di leone che ritira ogni fiume e
dissecca il ruscello, spoglia
per il caldo ogni poverello; ma io son la primavera gentile e generosa, per ricordo offro una splendida rosa» III° E
l'autunno da me un pò lontano sotto le zolle mi nasconde i semi, io poi li trasformo in fiori e profumi, tutti insieme si lavora, è un giro senza posa,per questo mio grande amore offro a tutti una splendida rosa. |
Il rammento
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Chi lo saprà?, se la discesa mi sarà più facile io rammento la salita pien di trappole ma le ho superate tutte, ma or leggermente il cuore mi batte, o ingrata natura la selva più oscura i grossi alberi verran battuti, i rami fatti a pezzi, senza valor di prezzi; ma forse sarà più fiorente al rammento di altra gente, ma mai e poi mai potranno calcare il mio vero cammino, rammento il destino che segue la vita fin da bambino, mai più i ruscelli specchiano il viso, mai più la sergente da me verrà pulita, se non si fa visita, la vita è finita, la più grande montagna è salita, discenderla è un'ombra che mi fa tanta, tanta pena, tutta la vita mia intorno trema ma, non resisto a stare fermo, rammento un Paradiso e rammenterò un inferno, verrei sapere, vorrei vedere, solo per un momento, là, oltre il firmamento, che cosa si farà di questo mio rammento. |
Redipuglia
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State allerta o sentinelle, la patria è pura, la Patria è bella, lo so sei stata allerta ma oggi e un tormento son ti ha preso sotto il cemento, non
hai di fieno, non hai di paglia la
tua dimora è Redipuglia. Oh
quanti gradoni coperti di nomi avete
fatto la guerra, a difendere
l’ onore e il pane, siete
Morti di piombo, non per la fame; sul vostro cortile non c’è un badile, sul vostro cortile non c’e una zappa, ma è sempre pronto il fucile per Montegrappa, e con voi non ci stanno donne, ma ci stanno mamme il ricordo più ardente che bruciò insieme a voi in fiamme; e i figli non venuti, loro ricordi non ne hanno, l’ Isonzo vostro compagno li annegò sul bagno; Oh voi siete la più grande, la più bella e la più forte, la più onorata compagnia, detta la terza armata, avete scelto la Morte che piuttosto la ritirata. |
Cuore d'Italia (solo testo)
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Per la storia più commovente va il nostro pensiero eternamente: loro, un'anima mortale per l'avvento della prima guerra mondiale; sulle rive del Piave il ricordo delle più amare e dure battaglie su quelle terre più in avanti tutte quanti insanguinanti noi siam gli alpini la sopra i monti, fra le valli noi siam i fanti, e nell'assalto tutti Bersaglieri, noi siam i scelti mitraglieri, noi siam la pace noi siam la guerra come il vento fra buffera ci troviam sempre in frontiera. noi siamo i caduti pieni di gloria per sempre presenti al cuore d'Italia. Noi siam a Pola a Fiume a Zara, a difender la patria cara siam gli eroi del "15-"18 sul nostro corpo passò il fuoco. Noi eterna naia nostra compagna su questa terra Friulana. Ad ogni passo una condanna per l'inganno di Cadorna traballa il tempo, avanti e indietro sotto il cielo di Caporetto, accanto ai morti piange solamente l'elmetto. Avanza il nemico barbaramente, con un programma sulla mente non c'è anima che persona sul loro grido è Roma. Mute intorno ogni campana infuoca tutta la montagna, ogni goccia di sangue scema trema tutta la val padana. Ma noi figli e padri, i i pochi sopravissuti, lungo il Piave siam rimpiazzati dal grappa al monte carambola l'eroe del cielo. Battisti sugli arresti, Enrico Toti, bensì mutilato, alla fine lancia al nemico la sua stampella, porgendo il suo coraggio ad ogni vostra viva sentinella. Quì sul Piave il piombo piove, quì sul Piave il fiume di sangue scorre, per un anno intero quì si fa l'Italia o lo straniero farà l'Impero. Lungo i camminamenti, fame, fango, freddo e commenti. o.... rupa nera profonda trincea, spruzza di sangue anche la nostra bandiera, mentre Diaz la sciabola appuntiva. Attenti al comando si passa parola e finalmente i nostri cuori si empirono per la gioia e al grido di Savoia, il nemico si sbaraglia ormai nessuno più ci arresta, viva Trento, viva Trieste e al passaggio di ogni fiume, in ogni croce si accende un lume. Ma raggiunti al sacro Isonzo quanti e quanti giovani ancora lasciavano il mondo, ma sul momento si riflette il nemico non sospette, noi con le punte delle baionette, scavamm sotto coperta sotto il letto di questo fiume per porrer alla guerra fine. Passo per passo sotto il peso del consacrato Carso si illumina così il nostro sentiero rendendo il nemico prigioniero. Fu la battaglia
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